Massimo Assoni, fondatore dell’Italy Magpies Fans Club, vincitori del 1° Trofeo Italian Connection, ci racconta le sue sensazioni sulla giornata di Sabato.

Il trionfo inaspettato!
di Massimo Assoni

Prendi 12 ragazzi (ma anche no visto l’età), fai indossare loro la maglia della squadra inglese del cuore, dai loro un campetto dove poter tirare due calci ad un pallone e hai trovato la formula magica per trascorrere una giornata all’insegna del divertimento e dello spirito di gruppo!

E’ questo che abbiamo fatto quando ci hanno chiesto di partecipare a questa fantastica iniziativa Fabio Vinciguerra e Irma D’Alessandro di “quellichelapremierleague.com” per il 1° Torneo “Italian Connection” dedicato a tutti i branch italiani di squadre britanniche.

Lads (è così che si chiamano i “ragazzi” nel Nord-Est Inghilterra!) provenienti dalle provincie di Bergamo, Brescia, Como, Torino, Napoli e persino dalla lontana Helsinki (Finlandia) che mai avevano giocato insieme prima del torneo,  ma accomunati da un’unica grande passione: il Newcastle United!

Alle 9.00 siamo già tutti al centro sportivo “G.Catozzi” a Milano , pochi passi dal ben più noto Stadio S.Siro. Uno sguardo ai campi di gioco , alla location ed agli spogliatoi (a noi assegnano il numero 9 , quello che per la nostra squadra rappresenta il numero più “pesante” da portare visto i grandi del passato come Milburn, SuperMac ed Alan Shearer su tutti).

C’è poi lo stand più visitato nell’arco della giornata… è quello dello sponsor Paddy Power… dico più popolato perché le “custodi” dello stesso erano delle splendide ragazze che hanno sempre dimostrato un grande senso dell’umorismo davanti alle richieste “goliardiche” dei circa 200 atleti presenti.

Piano piano il centro sportivo si popola di tutti i fans che prenderanno parte al torneo. Ci sono tante facce amiche, di appassionati conosciuti nel tempo, divisi dai colori della propria squadra ma accomunati sotto un’unica passione : quella del calcio d’oltremanica !

Ci sono i Martelli d’Italia con le loro sezioni, i Gunners, gli Spurs, i Villans, quelli del City… ci sono quelli del Chelsea, del Liverpool, ci sono i Saints e quelli del QPR… ci sono quelli del Leeds, dell’Ipswich, dell’Everton e del Celtic… c’è lo Stoke e poi i nostri “cuginetti” del Sunderland!

Ogni club con i propri colori, le maglie personalizzate, la propria storia da raccontare ed è qui che inizia lo spirito del torneo, quello spirito di aggregazione che renderà la giornata memorabile.

Si inizia finalmente la fase a gironi, 4 gruppi da 4 squadre, passeranno le prime due a contendersi i primi 8 posti mentre le restanti si affronteranno per determinare la classifica dal 9° al 16° posto.

A noi Italy Magpies non interessa la vittoria finale, ci siamo dati un unico obiettivo: divertirci e vendicare la sconfitta del Newcastle contro i cugini del Sunderland! Il sorteggio infatti ci ha dato questa grande possibilità e nell’ultima partita del girone incontreremo proprio i Black Cats.

Vinciamo le prime due contro QPR e Liverpool e ci presentiamo al derby forti del passaggio del turno già acquisito (tra la nostra piacevole incredulità). Loro invece, i Black Cats, sono ormai eliminati ma come succede spesso nel calcio trovano nel derby le forze per batterci e farci tornare con i piedi per terra…

Il bello è che questa sconfitta ci brucia talmente che, durante l’intervallo tra le partite del mattino e quelle del pomeriggio, decidiamo di dedicarci al nostro sport preferito : la birra ed il cibo!

Pane, salame e birra… un mix perfetto per affrontare le fatiche pomeridiane.

E’ proprio durante questo “intervallo” che abbiamo la possibilità di conoscere tante persone “malate” di calcio inglese come noi.  Bello sentire che ognuno si è appassionato al calcio inglese con semplici storie di vita personale e/o semplici aneddoti.

Nel primo pomeriggio riprende il torneo. Non è facile giocare dopo aver riempito le nostre pance da “Geordies” ma lo facciamo sempre divertendoci.

Il nostro motto è semplice: “Basso profilo!” … e proprio questo nostro modo di rimanere tranquilli e compatti ad ogni partita ci ha consentito poi nel pomeriggio di compiere l’impresa di superare nei quarti gli Spurs del Tottenham, in semifinale i Saints ed in finale l’Everton.

Una vittoria insperata, oltre ogni previsione ma che ci ripaga di tutti i sacrifici che facciamo per seguire la nostra squadra del cuore fino a Newcastle!

Che emozione poi la premiazione con il campione olimpico Antonio Rossi a consegnarci la coppa, insieme al  Console Generale Britannico Vic Annells (che dopo la sconfitta dei suoi Spurs contro di noi  si augurava alzassimo il trofeo!) ed al direttore di TL Fabio Ravezzani.

In conclusione vorrei ringraziare chi ha reso possibile questa giornata, che definire fantastica è solo riduttivo per chi vi ha partecipato.

Grazie a Fabio Vinciguerra che con 200 persone a domandargli ogni piccola cosa ha sempre risposto con cortesia e soprattutto, con il sorriso sulle labbra.

Grazie a Irma d’Alessandro per aver pensato, con Fabio, a questa meravigliosa iniziativa da ripetere assolutamente nei prossimi anni. Abbiamo piacevolmente scoperto che anche lei ha la nostra stessa malattia per il calcio inglese!

Grazie a tutti i fans dei vari branch che hanno partecipato: abbiamo dimostrato che i colori possono dividerci ma la passione per il calcio inglese poi ci unisce!

Ringrazio tutti i Magpies che hanno contribuito a questo piccolo “miracolo” perché senza il loro sacrificio la nostra partecipazione non sarebbe stata possibile: Massimo di Bergamo (un treno sulla fascia destra), Matteo di Entratico (BG) (il nostro fenomeno), Nicola di Bergamo (rock & beer), Andrea di Paladina (BG) (sostanza allo stato puro), Cristiano di Como (il mio fedele compagno di avventure), Nicola di Capriolo (BS) (il nostro bomber nonché miglior giocatore del torneo), Andrea di Capriolo (BS) (saracinesca), Stefano di Lumezzane (BS) (la roccia), Roberto di Torino (quantità e qualità), Riccardo di Napoli (the wall), Pierluigi (il metronomo) arrivato dalla lontana Helsinki.

Un ultimo pensiero : manifestazioni di questo genere dimostrano come il calcio può aggregare e non dividere come molti pensano. La differenza la fanno le persone e le occasioni come queste.

Il prossimo anno sicuramente difenderemo il nostro trofeo, ma lo faremo nello stesso modo e con lo stesso obiettivo che ci siamo posti quest’anno: DIVERTIRCI… magari vincendo un’unica partita contro i Black Cats!

Perché come disse il grande SIR BOBBY ROBSON: “What is a club in any case? Not the buildings or the directors or the people who are paid to represent it. It’s not the television contracts, get-out clauses, marketing departments or executive boxes. It’s the noise, the passion, the feeling of belonging, the pride in your city.”

Howay the lads!