joveticVoci di mercato insistenti e la continua sensazione di dover partire.

Una stagione in chiaroscuro che sembrava aver aperto e chiuso la parentesi inglese e quei richiami sempre più insistenti che arrivavano dall’Italia. Un’estate non facile quella di Stevan Jovetic: ma i montenegrini hanno un carattere tosto e alla prima occasione utile lo dimostrano.

Soprattutto in un match dove serve avere gli attributi sin dal riscaldamento, perché le distrazioni non sono ammesse nemmeno nel prepartita. Questo è stato il talento montenegrino ieri sera, nel Monday Night tra Manchester City e Liverpool: una partita dominata dai padroni di casa grazie alle giocate e alla doppietta dell’ex viola, pronto a tutto per poter far capire di voler rimanere con i Citizens.

Una gara a senso unico, tatticamente preparata come solo Manuel Pellegrini sa fare: dimostrazione che i campioni in carica d’Inghilterra non sono arrivati primi solamente per un’improbabile congiunzione astrale.

Dall’altro lato però, c’era un Liverpool stanco, quasi spento, che implicitamente ha dato ragione a Brendan Rodgers: mancava un attaccante che segnasse nel momento di maggiore difficoltà, in modo da non farsi sopraffare da un avversario simile.

Nelle gambe ci sono ancora le scorie della pre-season, ma la poca convinzione negli ultimi 16 metri può essere attribuita alla mancanza di un carattere imponente:ora dovrà essere Steve_G ad indirizzare e a guidare nella grigia Liverpool il talento di Mario Balotelli e renderlo protagonista. Magari nel match di ritorno.

Perché da “back liner” si può diventare protagonista assoluto del palcoscenico. Basta volerlo.