fabregasCi sono favole e favole. Come quella di Diego Costa, pagato una fortuna per poter continuare a segnare a valanga anche in Premier League dopo l’avventura spagnola, a segno nell’esordio stagionale con la sua nuova squadra.

Poi ci sono altre favole, come quella del Burnley che al 14° minuto, contro i giganti Blues va in vantaggio: è vero che l’illusione dura solo tre minuti, ma la prova dei padroni di casa è già soddisfacente di suo.

Poi ci sono incubi e favole, come quella di Cesc Fabregas: due assist ed una partita dominata nel suo ritorno in Inghilterra, ma la consapevolezza di aver fatto più di uno sgarbo a “qualche” supporter dei Gunners.

E poi c’è la favola e il matrimonio infinito tra Mou e quello spicchio incantato quanto elegante di Londra, che da anni regala gioie e dolori al portoghese, nonostante le parentesi Inter e Real. Ancora una vittoria per il portoghese e la sua armata che si impongono per 3-1 al “Turf Moor”: davvero troppo Chelsea per il neopromosso Burnley, che nonostante tutto difende con le unghie e con i denti un risultato scontato ma non troppo.

La qualità di palleggio dei Blues è nettamente migliorata rispetto lo scorso anno e la concretezza sotto porta sembra non essere più un problema con l’arrivo di Diego Costa: troppo presto per parlare ovviamente, ma se poi a nutrire i sospetti di un Chelsea trasformato ci si mettono anche Schürrle e Hazard, il gioco è fatto. Mou aveva avvisato tutti: “Con Costa, Fabregas e Filipe Luis siamo fortissimi”. Ancora una volta, impossibile dar torto allo Special One: è pur vero che una rondine non fa primavera, ma se queste sono le premesse, altro che favole.

Dalle parti di Stamford Bridge si sogna e lo si fa in grande: la squadra c’è e può imporsi in ogni competizione. Bisogna solo capire se il sogno si concretizzerà o se la vittoria di ieri sera rimarrà una piccola favola racchiusa nel fantastico libro del calcio.