harryChissà cosa avrà pensato il povero Redknapp dopo i quattro montanti subiti all’Old Trafford.

Il viaggio di ritorno verso Londra è stato lungo e di tempo ne ha avuto abbastanza. Treni praticamente stracolmi, e via in bus verso la capitale. 194 le miglia britanniche, per noi 312 chilometri, di “tormento e fastidio” buoni forse solo per riposare e… pensare.

Magari il buon Harry avrà pensato che dalle parti di Loftus Road la situazione è davvero complicata. Lo Swansea espugna il Teatro dei Sogni, prima di diventare una trappola mortale per i suoi ragazzi. Allora quasi come un’illuminazione, pensa che i Red Devils sono tutt’altra squadra rispetto a quella di inizio campionato. Di Maria è già un leader, Rooney e Mata cecchini che avevano solo bisogno di ritrovare feeling con la rete, e che questo United può vincere il titolo con un Falcao in più.

Poi eccolo sorridere fra se e se, pensando che l’unica vittoria fin qui ottenuta, è arrivata in casa contro un Sunderland capace di fermare sia lo United che il Tottenham poche ore prima, 2-2 allo Stadium of Light di rimonta.

Niente da fare, è volubile il vecchio Harry, di nuovo assediato da pensieri mortiferi, quando rimugina sull’exploit dell’Aston Villa che espugna il tempio di Anfield e mette nei guai un Liverpool ancora alla ricerca di equilibri difensivi e non dopo la rivoluzione estiva. Chissà perché un colpo del genere non è capitato anche ai suoi Rangers a Manchester.

Pensa e ripensa, giurando in cuor suo che all’Etihad proverà ad emulare l’Arsenal che ha giocato 90 minuti di gran calcio, meritando qualcosa in più del 2-2 con i Manchester City. Vuole un miracolo in stile Stoke, poi però ci ripensa perché ha negli occhi il gol di Ulloa che condanna i Potters contro il Leicester sabato pomeriggio. Un risultato che ha dell’incredibile e una debacle interna così clamorosa? No, da escludere.

E allora eccolo arrovellarsi cercando qualcosa, uno stile, un esempio da seguire. Magari il Southampton che vince in casa del West Ham e poi ne rifila quattro al Newcastle con una bella doppietta di Graziano Pellè. “Ah se avessi preso io quell’italiano”, tirando un pugno al bagaglio di Austin…

Perché non l’Everton che ha vinto e convinto sul campo del mediocre West Bromwich, reagendo con forza alle sei sberle subite da Diego Costa e compagni due settimane prima. Perché non emulare allora Crystal Palace o Burnley, la prima si sta pian piano riorganizzando dopo l’addio di Pulis e ha qualità da vendere, la seconda ha dimostrato di avere una difesa solida e coriacea, ne viene fuor uno 0-0 che sta bene ad entrambe in quel di Selhurst Park.

Poi quasi sconsolato per un viaggio interminabile comincia a riflettere su chi, vedi Pardew a Newcastle, sta molto peggio di lui con il rischio esonero che lo accompagna da tempo immemore. Ed eccola, l’illuminazione, quella che ti stampa un sorriso a trentadue denti ( o erano trentatré, no quelli gli anni di cristo). Si dovrà diventare come il Chelsea di Mourinho che non ha sbagliato nulla e dal mercato ha pescato il meglio che ci fosse in circolazione. A gennaio si farà così.

Londra è ormai vicina quindi basta fantasticare. Diventa serio Harry. E’ il caso di attendere il Monday Night tra Hull e West Ham, magari una delle due è quella giusta.