baloadrianE adesso che servirebbero parole per giustificare la mazzata subita con gli Hammers, parole per capire o almeno provare a spiegare le motivazioni di una caduta libera, adesso di parole non ce ne sono.

Sarà il gelo dell’amarezza che chiude in gola ogni sillaba, sarà la paura di rivivere passaggi di storia che ormai sembravano il passato. Sarà che due sconfitte consecutive in Premier, sono troppo per un tifo che vive ogni secondo di partita come fosse l’ultimo.

Non serve vincere a Liverpool, non serve battere il Ludogorets di misura al ritorno in Champions. I Reds devono giocare con il cuore, devono stupire per poter ispirare. L’avvio di stagione però è stato finora complicato. Le motivazioni? Tante, troppe. Si potrebbe provare a scalare mille pareti di vetro a mani nude, cercando la causa, una sola frase, un solo nome che possa far comprendere l’involuzione della squadra.

Ti addormenti con l’urlo strozzato in gola per un titolo sfiorato e poi….un incubo…

Male in difesa, male a centrocampo, malissimo in attacco, male l’allenatore, peggio la dirigenza. C’è bisogno di tempo, tempo per capire come mettere in campo i nuovi giocatori adattandoli ai vecchi. Tempo per ritrovare una fame di successi che ormai non pareva più un problema. C’è bisogno di sentirsi comodi nei panni di una delle favorite, perché alla fine ciò che spaventa è proprio questo.

Sapere di essere forti, che tutti ti temono, saperlo senza però accettarlo. Sottolineare i propri limiti dimenticandosi di ciò che si è. Basta uno schiaffo e anche il gigante crolla. Perché manca fiducia, perché forse si ha paura. In campo negli occhi di alcuni, il terrore di fallire, di sprofondare sotto il peso di un lavoro enorme fatto negli ultimi due anni.

La squadra però c’è, non come tutti vorrebbero ma c’è. Ci sono però anche gli infortuni che sottraggono energie vitali quando hai bisogno di far rifiatare qualcuno. E allora ecco che quella paura aumenta, perché la fatica fisica ti sovrasta. Tutti sembrano all’improvviso insufficienti, inadatti, fuori posto.

Hai voglia di svegliarti, ma sei troppo spaventato e continui ad immaginare che tutto va storto, che il gigante è tornato a barcollare dopo essersi rimesso in piedi. Qualcosa però lo tiene sulle proprie gambe, forti, leggendarie, ricche di passione e storia.

Poi, improvvisamente ti desti. Apri gli occhi e speri sia stato davvero tutta finzione. Il problema è che è tutto reale. Le cose al momento non vanno. Liverpool però ci insegna che nulla è impossibile. Nessuno da quelle parti ha voglia di arrendersi. La stagione è appena cominciata, di tempo ce n’è tanto. Rodgers ha materiale con cui poter lavorare. Capire come farlo funzionare richiede calma e fiducia. Lui ha le chiavi della squadra, le ha sempre avute.