tifosi cityPotrebbe costare cara al Manchester City la protesta andata in scena nella serata di ieri all’Etihad, quando i tifosi dei Citizens hanno fischiato e intonato dei “boo” durante l’esecuzione dell’inno della Champions League prima del match contro il Siviglia (2-1).

La UEFA, attraverso l’azione della Commissione Disciplinare, Etica e di Controllo, ha infatti deciso di aprire un’inchiesta (che potrebbe portare a diffida o a una multa) per le ormai consuete proteste che accompagnano, in ogni match casalingo di Champions League, l’esecuzione del celebre inno. L’articolo violato è il 16 (2G) “Disturbo durante l’inno della competizione”.

“E’ assurdo – ha commentato Martin Samuel, prima firma sportiva del Daily Mail – è una vera e propria museruola messa ai tifosi che limita la libertà di espressione durante le partite di calcio.” E ancora: “Cosa dovremmo fare, secondo loro? Stare in religioso silenzio e in adorazione, inchinandoci alla potenza e al prestigio della UEFA? Fa sorridere pensare a qualcosa di simile con il Presidente (Blatter – ndr) sospeso dalla carica per 90 giorni e il suo secondo (Platini – ndr) tristemente avviato verso la stessa fine. Dovrebbero rallegrarsi che i tifosi non portano ancora frutta e verdure marce allo stadio!”

Colta completamente di sorpresa la dirigenza del City, sconcertata su come argomenti così sciocchi possano essere presi così seriamente e possano addirittura portare a sanzioni disciplinari.