E’ durata 42 minuti la conferenza stampa di Jose Mourinho. Nel salone delle grandi occasioni a Stamford Bridge, 250 giornalisti accreditati, lo ‘Special One’ è arrivato con 4 minuti di ritardo sul previsto e così ha esodito, rispondendo alla prima domanda: “Mi chiedete se mi sento ancora lo Special One? Vi dico che mi sento un ‘Happy One’. Sono felice.”

Sorridente, volto rilassato, insomma tutta un’altra faccia rispetto a quella che rimandavano le ultime istantanee scattate a Madrid.

“Il tempo vola – ha continuato Mourinho – Mi sono successe tante cose nella mia vita professionale, ma ho conservato la mia natura, sono sempre lo stesso. Stesso cuore, stessa passione per il calcio e per il mio lavoro. Torno in un club che ho già amato.”

Molte sono state le domande sul passato di Josè al Chelsea (e come possa questo passato ora armonizzarsi con il presente) e sul futuro del club, della squadra. “Dovremo lavorare tutti insieme e lavorare duro, i risultati e le vittorie arriveranno. Conosco molta gente che è parte di questo club. Conosco la mentalità e l’ambizione di questo club. Sono tornato perché, rispetto al passato, questo è il momento migliore per noi (per me ed il club – n.d.r.), ci sono le migliori condizioni ora per vincere e abbiamo anche ciò che desideriamo, cioè la stabilità.

Ci tengo a sottolineare che non ho fatto una scelta comoda, perché vado in un posto dove i tifosi mi amano. Anzi, il contrario. Le aspettative sono molto alte. Questo club ha una base di tifosi molto speciale, una base che non dimentica chi ha fatto qualcosa di buono per il club. Ma io voglio essere amato per quanto farò per il club da ora in poi.”