cleagueUna Coppa sola e una città divisa in due.
Madrid attende la gran finale Champions di Lisbona, comunque vada sarà un successo – anche se c’è da scommettere che per tifo dominante e indotto si tifi più per la “decima” del Real che per la storica, clamorosa prima volta dell’Atletico. Un derby stracittadino inedito per l’intera storia del football di club europeo, che tuttavia, 29 anni or sono, avrebbe potuto essere scritta in un modo diverso dal Merseyside.

Sarebbe stata Supercoppa Europea, ok: ma trofeo importante era (ed è) e poteva diventare una questione tra Liverpool ed Everton, massime protagoniste della scena continentale del 1984/85.

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I Kendall Boys sono campioni d’Inghilterra (1985)

Perché se i Reds, ‘no surprises’, erano giunti regolarmente alla finalissima di Coppa Campioni di Bruxelles, più esaltante per tutti quanti era stata l’incredibile stagione dei ‘cuginastri’ dell’Everton, che dal trampolino della FA Cup vinta nella stagione precedente, si erano tuffati in una sorta di Treble (qui Triplete non si usa… spiacenti !) aggiudicandosi dapprima la Charity Shield e quindi il titolo inglese – dopo 15 anni di digiuno -, e la Coppa delle Coppe, primo alloro internazionale per i Toffees di Goodison Park.

E per giunta, mancò veramente un nonnulla per mettere insieme il vero Treble, visto che il bis in Coppa d’Inghilterra venne fallito solamente in finale, persa con il Manchester United.

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Un raggiante Kendall tiene tra le mani il trofeo dei campioni d’Inghilterra (1984-85)

A costruire questa macchina perfetta fu Howard Kendall, già protagonista in mutande e tacchetti del titolo Everton del 1970. Star con la ‘esse’ maiuscola non abitavano da quelle parti,quanto piuttosto tanti eccellenti interpreti del più tipico calcio britannico come il bomber scozzese Graeme Sharp, il suo raffinato connazionale Andy Gray, il trio di centrocampo Reid-Steven-Sheedy, difensori affidabili quali Gary Stevens e il gallese Kevin Rathcliffe per finire a un altro gallese, il portierone Neville Southall.

La vittoria per 3-1 conto il Bayern è ancora considerata delle più belle partite mai giocate dai Toffees.

La vittoria per 3-1 conto il Bayern è ancora considerata delle più belle partite mai giocate dai Toffees.

Alla finalissima europea di Rotterdam, l’Everton giunse dopo avere distrutto in semifinale nientemeno che il Bayern Monaco, favoritissimo della competizione: se fate una ricerchina veloce su questa partita, vedrete che viene illustrata come “The Goodison’s Greatest Night”, la notte più grande di Goodison: una partita fantastica, presa per il bavero con una esaltante rimonta da 0-1 a 3-1 (gol di Sharp, Gray e Steven). I tedeschi, alla fine, si lamentarono del gioco troppo duro espresso dai Toffees: detto da loro, sapeva di laurea.

Peter Reid, Andy Gray e Graeme Sharp festeggiano l'opener contro il Rapid Vienna (1985)

Peter Reid, Andy Gray e Graeme Sharp festeggiano l’opener contro il Rapid Vienna (1985)

In Olanda, per l’atto conclusivo, i Kendall Boys si ritrovarono davanti il vecchio Rapid Vienna, espressione di un movimento calcistico in altrettanto “Rapid” declino. Punta di diamante degli austriaci era il grande Hans Krankl, già con tempie e barba ingrigite: attaccante di chiara fama, già stella del Barcellona, Krankl era l’unica vera minaccia da estirpare nella distanza tra l’Everton e la sua prima Coppa europea. Colpì, il vecchio bomber, a sei minuti dalla fine. I Toffees – dopo un primo tempo di vano forcing – erano passati già due volte, con Andy Gray (su madornale topica degli austriaci) e Trevor Steven. Dopo solo un minuto, la rete di Krankl riapriva i giochi ma ci pensò Sheedy a scatenare la festa in blu, fin troppo anticipata da alcuni fans presenti a Rotterdam, che non ci misero nulla a superare le labilissime reti di separazione dal campo di gioco.

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La notte di Rotterdam (1985)

Al fischio finale del nostro Paolo Casarin, un pezzo del Merseyside celebrò, aspettando a questo punto l’altra metà del cielo di Liverpool per una doppia affermazione senza precedenti, che avrebbe poi avuto la sua ‘summa’ nella tradizionale sfida di Supercoppa, all’epoca disputata tra la vincente della Campioni e quella della Coppe.
Invece, due settimane dopo la felice Rotterdam dell’Everton, ecco l’Heysel. Niente Supercoppa-derby e tantomeno con la Juventus, niente Coppa dei Campioni l’anno dopo, niente di niente.

GaryLineker

Gary Lineker

‘Solo la morte e la cancellazione immediata, violenta, delle squadre inglesi dalla cartina geografica dell’Europa del pallone. La botta, per l’Everton, fu davvero doppia, perché anche negli anni immediatamente seguiti a quel ‘dolceamaro 1985, i Toffees furono sicura squadra-guida della First Division, forti anche per un solo anno (1985/86) di un fuoriclasse come Gary Lineker.

Proprio in quella stagione da ‘Day After’ per il calcio inglese, il duello tra Liverpool ed Everton toccò livelli altissimi: primi i Reds e secondi i rivali in campionato, finale derby – stavolta sì – a Wembley di FA Cup con ancora Rush e compagni trionfanti.

Sarebbe stata davvero una grande Supercoppa Europea, una notte tutta ‘scouse’: è rimasto solo un derby per l’Europa immaginato, smarrito dentro una realtà sempre scomoda da ricordare.

Qui gli highlights della notte del trionfo europeo dell’Everton al De Kuip di Rotterdam: