Pardew: "Comando io"

Alan Pardew ci tiene a mettere bene le cose in chiaro. Resta lui il solo e unico manager del Newcastle, nonostante l’arrivo dell’ex tecnico (stagione 2008-09) irlandese Joe Kinnear, fortemente voluto dal patron Mike Ashley con l’incarico di Direttore Tecnico per affiancare (i più maligni dicono per controllare) Pardew nella campagna acquisti.

Queste le parole del manager dei Magpies ai microfoni della BBC: “Io sono l’unico responsabile di me stesso e allenerò questo club al meglio delle mie capacità e, se possibile, sono ancora più motivato che in passato a fare bene”.

L’arrivo di Kinnear a Newcastle non è certo passato inosservato con l’ex tecnico che ha dato la notizia in anteprima a giornali e radio prima ancora che il club comunicasse ufficialmente la decisione. Ma c’è di più. Il 66enne dirigente fresco di nomina si è reso protagonista di alcuni ‘sfondoni’ tra cui l’aver dato per certo l’arrivo del portiere Tim Krul, già con il Newcastle da ben 3 stagioni e aver pronunciato male i nomi di alcuni giocatori, facendo letteralmente infuriare i tifosi.

Questo il commento di Pardew a riguardo: “Joe si è scusato per alcune delle cose che ha detto, soprattutto per aver pronunciato in modo non corretto il nome di alcuni nostri ragazzi. E questa è una cosa da sistemare perché qui c’è bisogno di un certo rispetto per tutto e per tutti”. Poi, parlando di quello che potrebbe essere il contributo di Kinnear per il club, il tecnico dei Toons non ha dubbi: “Se Joe (Kinnear – n.d.r.) riesce a convincere Mike (Ashley – n.d.r.) a investire nel modo giusto, allora il club riuscirà a trarre molti benefici. Sul mercato c’è sempre margine per fare meglio e in questo senso ho già parlato con Joe riguardo a quelli che ritengo i punti deboli della rosa e sui quali sarebbe utile intervenire”.

Pardew infine taglia corto sull’eventuale pericolo di un conflitto tra sé e Kinnear: “Non è cambiato nulla rispetto a prima, l’organizzazione e la struttura del club sono le stesse di prima: Io e Graham Carr (il capo scout – n.d.r.) prepariamo una shortlist di obiettivi, poi la presentiamo a Joe il quale ha il compito a sua volta di presentarla alla proprietà, indicando anche come sostenere finanziariamente l’operazione”. Queste ultime parole suonano come un ‘garbato’ invito al nuovo arrivato di tenere il naso fuori da ciò che non fa espressamente parte del suo ruolo, lasciando al tecnico la libertà di manovra che giustamente gli spetta. Uomo avvisato…