Manuel Luis Pellegrini è il nuovo manager del Manchester City, una “non notizia” a dire il vero. Infatti, il nome de “El ingeniero” (soprannome dovuto dal fatto che Pellegrini sia effettivamente laureato in ingegneria – n.d.r.) circolava nelle stanze dei bottoni dell’Etihad Stadium già alla vigilia della finale di FA Cup persa contro Wigan.

Designato da Soriano e Beguiristain per portare il City ad acquisire una mentalità vincente anche in Europa – giocando possibilmente anche un calcio spettacolare – Pellegrini calcisticamente parlando nasce come difensore centrale de l’Universidad de Chile, club con il quale si guadagna anche la maglia della nazionale del suo Paese. Appesi gli scarpini al chiodo ecco che i “Los Azules” gli offrono la panchina, opportunità che Pellegrini accetta al volo iniziando una carriera da allenatore che, in Sudamerica, toccherà il picco più alto con i due titoli di Clausura conquistati con il River Plate (2001 e 2003).

Le luci della ribalta, però, Pellegrini se le guadagna con il suo sbarco in Europa alla corte di Fernando Roig, presidente del Villareal. Il miracolo “Submarino Amarillo” si rivela tale nella stagione 2005-06 con la semifinale di Champions League persa contro l’Arsenal. Nella stagione 2009-10 – quella del ritorno di Florentino Perez – gli viene affidata la panchina del Real Madrid “Galactico 2.0”; tra i “colpi” di quell’estate si ricordano i vari Kakà, Cristiano Ronaldo, Benzema e Xabi Alonso, ma gli “zeru tituli” conquistati gli costarono l’esonero in favore di un certo Josè Mourinho.

Pellegrini allora riparte dal Malaga dello sceicco Al Thani, squadra con molti soldi ma poco appeal; ma è proprio con giocatori da rilanciare e giovani di belle speranze che il tecnico cileno dimostra le cose migliori. Dopo il quarto posto del 2011-12, ecco l’eliminazione ai quarti di finale di Champions League contro il Borussia Dortmund (non senza polemiche arbitrali nel finale), risultati che gli valgono la seconda grande occasione della carriera nel vecchio continente.

Riuscirà ora un ingegnere e rimettere in carreggiata la “fuoriserie” City? L’esperienza madrilena fa propendere la risposta verso un esito negativo, ma la voglia di riscatto di un gruppo che non ha mai sposato in pieno i metodi di Mancini, e l’ingente budget stanziato per il prossimo mercato, fanno ben sperare i tifosi della ‘Luna Blue’ di Manchester.