arsenalE pensare che già dal 17 Agosto avevo dato per scontata l’ennesima stagione in cui avremmo dovuto guardare gli altri dal basso verso l’alto, passando i pomeriggi ad imprecare contro giocatori molli, privi di grinta e senza il vero spirito Gunners. L’ennesima stagione in cui mi auguravo di vedere un volto nuovo su quella panchina, che iniziasse a progettare una squadra a Giugno e non a stagione in corso, aspettando la qualificazione in Champions League, o che qualche giocatore corteggiato un’intera estate si degnasse di indossare la nostra maglia.

E invece eccoci serviti: il ‘francese’ zittisce tutti per il diciasettesimo anno consecutivo inanellando vittorie su vittorie, acquistando uno dei trequartisti più forti presenti sul mercato e ritrovandosi primo sia in Premier che in Europa. Permettendosi anche di giocare un calcio spettacolare e divertente: argomenti fantascientifici se ripensiamo agli ultimi campionati.

E’ vero che all’inizio è difficile poter pronosticare che Arsenal vedremo fino a fine stagione: il calcio non è una scienza esatta e il pallone, come qualcuno spesso apostrofa, è tondo. Banalità di un tifoso o superficialità di inizio ottobre? Chiamiamole come vogliamo, ma cercate di capirmi: vedere la propria squadra dominare sia in patria che nel vecchio Continente, dopo anni di match spenti e depressi, congelati dal freddo e dalla poca convinzione, è sicuramente esaltante. E’ presto per giudicare, ma in fondo siamo tifosi e il nostro umore è un’ altalena: è giusto godersi il momento, anche perché dietro ci sono gli Spurs. E se finisse così? Stavolta non basterebbe un romanzo per raccontare una stagione.

E allora, giusto per scaramanzia, è meglio rimettere in tribuna gli striscioni tanto chiacchierati: perché anche se lo critichiamo spesso, in fondo in lui ci crediamo eccome. E anche i piccoli tifosi Gunners sapranno che ogni storia d’amore, calcistica e non, deve avere alla base una gran quantità fiducia.