Arsenal-AGM-Main1Arséne Wenger ha le idee chiare sul modo in cui intende lasciare il suo Arsenal, quando sarà il momento.

Il suo attuale contratto scadrà nel giugno 2017, quando il manager transalpino avrà 67 anni, gli ultimi 21 dei quali trascorsi alla guida dei Gunners. L’occasione gisuta per il “punto nave” è stato l’incontro annuale del Board con azionisti, i tifosi e la stampa, l’Annual General Meeting (AGM 2015) tenutosi questa mattina.

Così Wenger sul suo passato, presente e futuro: “So che spesso abbiamo affrontato momenti difficili, ma oggi sono motivato più che mai, determinato più che mai. Certo, 19 anni fa ero un po’ più sereno; oggi so bene cosa significhi un insuccesso per i nostri tifosi e il senso di responsabilità che mi porto dietro è certamente maggiore. Mi impegnerò al massimo fino all’ultimo giorno del mio contratto per riportare questo Club ai successi che merita e farò di tutto per far sì che il mio successore possa continuare l’azione intrapresa e fare ancora meglio di me”.

Con l’Arsenal a sole due lunghezze dalla capolista Manchester City, Wenger è convinto che la sua squadra possa legittimamente ambire al titolo, obiettivo primario per questa stagione: “Siamo decisamente in corsa e abbiamo buone possibilità. Dal gennaio 2015, vero momento di svolta nella nostra storia recente, abbiamo ottenuto più punti di qualsiasi altra squadra, segno che il trend è quello giusto.”

Molti sono stati gli applausi riservati al manager durante l’incontro, ma si è registrato anche un momento di leggero imbarazzo, peraltro prontamente affrontato dallo stesso Wenger, quando un tifoso ha preso la parola per lamentarsi degli scarsi risultati in Champions League, bollando come imbarazzanti le sconfitte contro Monaco e Olympiakos e il pareggio con l’Anderlecht.

Mentre il Presidente Sir Chips Keswick interveniva per liquidare la domanda come fuori luogo, Wenger è intervenuto rispondendo così: “Lei ha giustamente elencato tre prestazioni decisamente non all’altezza. Accetto qualsiasi critica quando i risultati non sono buoni ma la prego di valutare il numero di partite che l’Arsenal ha giocato in Champions League prima del mio arrivo, le confronti con quelle disputate con me, e poi ne riparliamo.”

Oggetto di alcune domande anche le strategie di mercato del Club londinese, con l’arrivo del solo Petr Cech tra i giocatori di prima fascia nonostante un budget di circa 50 milioni di euro e riserve per oltre 220 milioni. “Non è vero che ho paura di spendere” ha risposto Wenger, subito sostenuto dall’A.D. Ivan Gazidis che ha sottolineato come non sia sostenibile ingaggiare una “corsa agli armamenti infinita” con Club rivali decisamente più ricchi.

“Abbiamo costruito una squadra forte – ha continuato Gazidis -, dobbiamo essere più scaltri e lavorare in modo più intelligente dei nostri concorrenti più facoltosi. Non mi devo certo scusare per avere una squadra forte ed essere nel contempo in una solida posizione finanziaria. Quello è sempre stato il nostro obiettivo. Non spendiamo i nostri soldi solo per compiacere gli addetti ai lavori. Ozil, Sanchez e Cech sono la dimostrazione che il Club è pronto in qualsiasi momento a investire. Giocatori del genere non si acquistano se non si ha l’ambizione di vincere la Premier League, e soprattutto non si acquistano senza Arséne Wenger.”

Infine una conferma della fiducia incondizionata a Wenger è arrivata da tutta la dirigenza del Club con Keswick che ha dichiarato come Wenger “sia il miglior allenatore per guidare l’Arsenal e continuerà ad esserlo finché vorrà”.