wilshereMontenegro e Polonia, ultimi ostacoli verso il Mondiale di un’Inghilterra con la bava alla bocca, sono forse un po’ più che normali avversari nella testa di Jack Wilshere, 21 anni e una maglia con su tre leoni da difendere.

Difendere dall’onda lunga che si può alzare dalla Polonia e dal Montenegro, o dal cuore  dell’Africa Nera, oppure contemporaneamente da Belgio, Kosovo, Albania, Serbia, Turchia, tutti posti che hanno a che fare con Adnan Januzaj, ‘wonderboy’ del Manchester United che di anni ne ha 18 e magari aspira – forse e per il momento – a essere un inglese a partire dal 2018, a fregare la maglia con i tre leoni proprio a Wilshere.

Così come potrebbe invece decidere di rimanere un belga, oppure sentire il richiamo della foresta e dedicare il proprio luminoso futuro a scrivere la storia della Nazionale d’Albania. Sceglierà, ha tempo. Quello che è certo è che Adnan, oggi, è uno che rappresenta alla perfezione il mondo che cambia, e il calcio che per forza cambia con il mondo in qualità di perfetto vettore della globalizzazione. Succede anche in altri grandi sport di diffusione planetaria, si pensi al rugby o all’atletica.

E Jackie che dice no, non si può, nell’Inghilterra solo gli inglesi, fa un dispetto ai suoi 21 anni e alla sua sicura intelligenza. Oscurata, chissá, dalla paura della concorrenza, amplificata dalla stizza di giocarsi un posto in Nazionale con qualcuno che non parla ‘cockney’o ‘scouse’ e che poteva essere tranquillamente in un altro posto, in un altro ritiro, “con qualcuno che – parole sue – non può giocare con la mentalità inglese in quanto semplicemente privo di DNA britannico”.

Ma il tackle di Jack, stavolta, è fuori tempo, l’avversario dai mille colori, dalle mille facce, lo ha già evitato e corre verso l’altra parte del campo, “bip-bip” imprendibile per ‘Wilshere-coyote’ (e i tanti, tantissimi che la pensano come lui, anche o soprattutto in Italia), destinato a sfracellarsi nel burrone delle regole dettate dalla nuova realtà etnica del mondo occidentale. Che verrà accettata a livello di tifo per la propria Nazionale – succede già in Belgio, Francia, Svizzera, Germania – grazie ai successi, alla passione e all’affetto che susciteranno i nuovi eroi: quando Adam picchierà due gol alla Germania ai Mondiali 2022 ed esulterà da fiero suddito di Carlo o di William, nessuno si preoccuperà più dell’albero genealogico degli Januzaj o delle rimostranze ‘alla Salvini’ dei conservatori.

Quindi, Jack, segui il vecchio suggerimento del tuo antico connazionale Rudyard Kipling: non importa che tu sia un Tre Leoni o una gazzella di chissà quale landa lontana. Domattina alzati, corri, segna e guadagnati la tua amata Inghilterra. Sul campo, non ci sono leggi sulla cittadinanza, l’integrazione, l’immigrazione. C’è n’è soltanto una: se sei il più forte, giochi tu, e spesso vinci.